Eventi

1913 – 2023
Serata Futurista da Gonnelli

Tempo di lettura: 5 minuti

7 novembre 2023

Marco Manetti
NOTE STORICHE

Il 1913 è una grande annata per Firenze e per quel movimento di giovani artisti che, mossi dall’impeto della provocazione e dal desiderio di rinnovamento dettero vita a quello straordinario movimento artistico e culturale che attraverso il proprio manifesto programmatico ha influenzato letteratura, poesia, pittura, scultura, architettura, musica: il Futurismo.

Nel luglio di quell’anno Ferrante Gonnelli, amico, sostenitore ed editore dei futuristi pubblica un libretto di 24 pagine con un titolo che già di per sé rappresenta una provocazione non solo nei contenuti, ma anche nell’impostazione tipografica voluta da Ardengo Soffici: si tratta del celebre CONTRO LA MORALE SESSUALE del cosiddetto “immoralista” Italo Tavolato. 

Già nel maggio del 193 Tavolato pubblica su Lacerba “elogio sulla prostituzione”: un articolo per il quale fu accusato di oltraggio al pudore, processato e poi assolto grazie all’intervento e alle arringhe dei numerosi avvocati di F.T. Marinetti.

Nel novembre del ’13 sempre grazie all’iniziativa di Ferrante Gonnelli e degli amici de Lacerba, fu organizzata la Prima Mostra di Pittura Futurista in un locale in via Cavour attiguo alla libreria. Balla, Boccioni, Carrà, Russolo, Severini e Soffici che rappresentavano l’avanguardia dell’arte italiana dei primi decenni del secolo esposero le loro opere in quella storica mostra che Primo Conti rievoca con queste parole:

“Lasci dire alla gente – mi urlava [Alberto Viviani]– e corri a vederla!” Ci capitai riluttante, in un pomeriggio piovoso nell’inverno del 1913, e non mi fu facile entrare per la gran folla che dall’ingresso straripava sul marciapiede.

Ma l’evento spettacolare che più suscitò clamore, scandalo, stupore e meraviglia fu la  Grande Serata Futurista che si tenne il 12 dicembre al Teatro Verdi. Sul palco, improvvisati attori, si presentarono F.T. Marinetti, A. Soffici, G. Papini, C. Carrà, F. Cangiullo, U. Boccioni, I. Tavolato, F. Scarpelli. Momento clou della serata fu sicuramente il discorso di Papini, Contro Firenze, che rivolse un attacco al vetriolo alla propria città, passatista per antonomasia e ormai “tomba verminosa dell’arte”. La reazione del pubblico, giunto numeroso, fu travolgente e incontrollabile, una sorta di emozione collettiva liberatoria, che vide l’azione spostarsi dal palcoscenico alla platea.

Si concludeva così quell’incredibile anno, aprendo inevitabilmente per gli anni a seguire una stagione lunga e contraddittoria che sotto il movimento futurista avrebbe segnato la vita di incredibili artisti che con il loro lascito affidarono ai posteri l’onore di rievocarne lo spirito ed in qual modo il testimone delle loro azioni. 

ABSTRACT INTERVENTI

Luca Scarlini

1 Contro la morale sessuale

Contro la morale sessuale di Italo Tavolato è un testo che arriva diretto oggi dal 1913 proponendo una serie di temi, quesiti, nodi, che non cessano, a distanza di centodieci anni di porre controversie. Una voce furibonda del passato riproposta a distanza di oltre cento anni dalla prima uscita, un grido rivoltoso contro l’ipocrisia dai confini del tempo.

Emanuele Bardazzi

2 Esposizione di Pittura Futurista di Lacerba nei locali della Galleria Gonnelli 

La celebre mostra patrocinata da Ferrante Gonnelli libraio ed editore coraggioso suggella l’alleanza dell’avanguardia fiorentina con il futurismo milanese, già sancita dalla nascita della rivista “Lacerba”, fondata da Ardengo Soffici e Giovanni Papini il 1 gennaio 1913. Si rivisita sinteticamente l’evento attraverso gli enunciati perentori e roboanti della prefazione al catalogo, i dipinti esposti, le cronache del tempo e le memorie dei protagonisti, in primis il ricordo del tredicenne enfant prodige Primo Conti che visitò la mostra da pittore in erba, esprimendo osservazioni sagaci tali da meritare il plauso di Papini. Si focalizza infine il dipinto più “scandaloso” della mostra, ovvero Compenetrazioni di piani plastici (La tarantella dei pederasti) di Soffici, poi rinnegato e distrutto dall’autore stesso, attraverso alcune nuove interpretazioni associate a Contro la morale sessuale di Tavolato, la cui copertina compare in un particolare del quadro.

Si focalizza infine il dipinto più “scandaloso” della mostra, ovvero Compenetrazioni di piani plastici (La tarantella dei pederasti) di Soffici, poi rinnegato e distrutto dall’autore stesso, attraverso alcune nuove interpretazioni associate a Contro la morale sessuale di Tavolato, la cui copertina compare in un particolare del quadro.

Roberto Maini

3 Fantasia su un quadro d’Ardengo Soffici

Nelle quattro salette della Galleria Gonnelli di via Cavour occupate dall’Esposizione di pittura futurista, Dino Campana incontra i “lacerbiani”. Arriva a Firenze dopo essere fuggito sui suoi monti sempre bestialmente perseguitato e insultato. Povero disgraziato avvilito vestito da contadino con i capelli lunghi. Costetti ci ha il mio ritratto d’allora a Firenze. Ha con sé il manoscritto del Più lungo giorno, la giustificazione della sua vita. 

Vede il quadro di Ardengo Soffici “Compenetrazione di piani plastici (Tarantella dei pederasti)”. Mi piacque, discretamente, era frammentario, forme luminose più che figure. Il quadro lo riporta ad una intricante fantastica reale vicenda, il viaggio in Argentina, la pampa, Manuelita Etchegarray, lui pianista nei locali notturni bonaerensi. La tarantella si trasforma nel tango di un caffè concerto d’America.

“Fantasia” apparirà solo nei Canti Orfici, stampati nella tarda estate-autunno del 1914 a Marradi dal tipografo Ravagli. Ferrante Gonnelli si farà immediatamente promotore e diffusore del libro, condividendone l’avventuroso percorso. Non era presente nel Più lungo giorno, consegnato nei giorni della mostra a Papini assieme ad altre cose. Io partii non avendo più soldi (dormivo all’asilo notturno ed era il giorno che loro facevano le puttane sul palcoscenico alla serata futurista incassando cinque o seimila lire. Poi seppi che il manoscritto era passato nelle mani di Soffici. Perduto, riapparirà nel 1971.

Gloria Manghetti

4 La Grande Serata Futurista al Teatro Verdi

Il 12 dicembre 1913 al Teatro Verdi si tenne la Grande Serata Futurista, l’altro importante evento promosso da “Lacerba” la cui memoria, a parere dei molti cronisti presenti, era destinata a rimanere per non breve tempo. Sul palco, improvvisati attori, si presentarono F.T. Marinetti, A. Soffici, G. Papini, C. Carrà, F. Cangiullo, U. Boccioni, I. Tavolato, F. Scarpelli.

Momento clou della serata fu sicuramente il discorso di Papini, Contro Firenze, che rivolse un attacco al vetriolo alla propria città, passatista per antonomasia e ormai “tomba verminosa dell’arte”. La reazione del pubblico, giunto numeroso, fu travolgente e incontrollabile, una sorta di emozione collettiva liberatoria, che vide l’azione spostarsi dal palcoscenico alla platea. 

Gregorio Nardi

5 L’arte dei rumori e i musicisti futuristi

Alle serate futuriste non poteva mancare la musica. 

Personalità molto diverse, generazioni lontane, si provarono a tradurre in suoni un ideale estetico futurista. Citazioni da languide danze alla moda, brutali dissonanze, teatralità ironica: seppure alle ricerche mancò un’unità coerente, la fantasia dei musicisti s’ingegnò nel dare forma a una retorica musicale essenzialmente nuova.

Al pianoforte, Gregorio Nardi rievocherà – suonando e raccontando – alcune di quelle pionieristiche figure: Felice Boghen, Silvio Mix, Franco Casavola. E cercherà di calarle nel panorama delle innovazioni internazionali del loro tempo. 

Eleonora Negri

6 Le serate futuriste da Gonnelli

Il “teatro della sorpresa” nelle serate futuriste fu una delle più divertenti, divertite e significative espressioni dell’avanguardia storica in Italia, che tesero a scardinare i canoni tradizionali della fruizione artistica e teatrale e ad ampliare i concetti di musica, gesto teatrale e parola poetica nel segno dell’improvvisazione e dell’estemporaneità.

Firenze, che nei primi 30 anni del Novecento attraversò, grazie alle sue riviste letterarie, una delle sue stagioni culturali più vivaci e significative, fu una delle città attraversate da questa rivoluzione, con serate animatissime che si svolgevano non soltanto nei caffè e nei teatri, ma anche, negli anni Venti, nella Galleria Permanente Futurista di Ferrante Gonnelli: questo intervento metterà a fuoco alcune testimonianze sulla musica suonata in quelle serate e su musicisti come Felice Boghen, Silvio Mix, Edoardo Guglielminetti che, a Firenze, parteciparono a queste iniziative, allo scopo di sprovincializzare la vita culturale della città e di creare uno spettacolo d’arte ‘totale’, libero di sorprendere e divertire.

Dalla grande serata futurista alla Libreria Antiquaria Gonnelli

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